Donatella Porzi ha partecipato in rappresentanza dell’Umbria alle commemorazioni del terremoto friulano del 1976 e della strage di Marcinelle promosse dalla Regione Friuli

November 13, 2017

Bruxelles – Si conclude oggi la tre giorni di commemorazioni promossa dalla Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia nella sede di Bruxelles nell’ambito della Settimana Europea delle Regioni alla quale ha partecipato anche il Presidente del Consiglio regionale dell’Umbria Donatella Porzi.

Il Friuli ha inteso, attraverso Giunta e Consiglio, commemorare le vittime di due grandi tragedie della sua storia: il terremoto del 1976 e la strage della miniera di Marcinelle; per farlo ha simbolicamente scelto la propria sede di Bruxelles presso la Maison Grand’ Place.
Hanno ospitato la manifestazione il Presidente della Giunta Debora Serracchiani e il Presidente del Consiglio regionale Franco Iacop.
Le celebrazioni si sono aperte mercoledì sera con l’inaugurazione di una delle due mostre storico-fotografiche previste per l’evento. L’indomani, l’apertura della seconda mostra è stata accompagnata dall’intenso dibattito svoltosi nella Tavola rotonda intitolata: “Il 40° anniversario del terremoto del Friuli del 1976 – Nascita della Protezione civile regionale, sistema trainante per lo sviluppo nazionale ed europeo della tutela dai disastri naturali.”
Nel dibattito è intervenuta il Presidente Porzi rappresentando l’esperienza che ha da poco coinvolto l’Umbria: “Il terremoto che il 24 agosto scorso ha sconvolto le vite delle popolazioni di tre Regioni del centro Italia ci ha mostrato la crudezza delle catastrofi naturali, il loro impatto dirompente e la lunga strada che dobbiamo ancora percorrere per ritenerci pronti a fronteggiarle. Non saremo in grado di prevederle, né di prevenirle ma dobbiamo fare in modo di essere pronti a gestirle perché arrechino meno danni possibili ai nostri concittadini. Per farlo è necessario apprendere dagli eventi del passato, correggere gli errori e imparare le buone pratiche. Siamo bravi nella gestione delle emergenze grazie allo spirito di solidarietà che caratterizza il popolo italiano ma dobbiamo imparare ad essere altrettanto capaci anche nella fase di ricostruzione e gestione per poter essere all’altezza della generosità che abbiamo visto dimostrare. La mia regione ha subìto meno danni di altre per motivi geografici ma anche perché, essendo stata colpita già in altre due occasioni da eventi sismici di grandi dimensioni, ha saputo imparare a gestire le dinamiche che queste comportano e ha adottato schemi virtuosi per la gestione della ricostruzione che hanno permesso di fronteggiare al meglio l’ultimo sisma. Abbiamo bisogno di poter garantire tempi rapidi e certi nella fase di ricostruzione nonché interventi seri e duraturi ai cittadini che in questo momento stanno attraversando un momento drammatico della loro vita. La vicenda che stiamo commemorando è un esempio che possiamo e dobbiamo seguire prima ancora che ricordare.”
Il programma si conclude oggi con la visita a Marcinelle dove gli intervenuti renderanno omaggio ai 136 minatori che persero la vita in una delle miniere di carbone.
“Gli eventi di cui parliamo – ha poi dichiarato Donatella Porzi – sembrano molto lontani nel tempo (rispettivamente 40 e 60 anni) ma sono tragicamente di attualità se li contestualizziamo. Si è da poco aperto in Europa il dibattito sull’istituzione di un Corpo europeo di Protezione Civile perché la cooperazione tra gli stati membri sia davvero intensa e proficua e possa essere utile anche alla protezione dei cittadini dell’Unione – dopo il terremoto del Friuli venne istituito il Corpo di Protezione Civile Nazionale – e non possiamo dimenticare il fenomeno dell’immigrazione che sta trasformando il Mediterraneo in un cimitero dove si dissolvono le vite di chi lotta per scappare dalla guerra e scommette sul sogno di una vita migliore. Dopo tanti anni abbiamo ancora a che fare con problemi simili ma non possiamo desistere perché è anche nell’impegno teso alla soluzioni di grandi tematiche come queste che si misura la dimensione morale di un popolo”

 

 

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"Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti."
(Martin Luther King)

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